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Vini calabresi: i vitigni autoctoni da riscoprire e i migliori abbinamenti a tavola
La Calabria è una delle regioni vinicole più antiche d'Italia, eppure per decenni i suoi vini sono rimasti in secondo piano rispetto a quelli delle aree più note. Negli ultimi vent'anni, però, una nuova generazione di produttori ha riportato l'attenzione sui vitigni autoctoni regionali, valorizzandoli con tecniche enologiche aggiornate e con una crescente attenzione alla qualità. Ne è nata una scena vitivinicola viva, con etichette che esprimono in modo distintivo il territorio di origine e che meritano un posto importante nella carta di una trattoria che proponga cucina del luogo. Da Zia Lina, a Vibo Valentia, costruisce la propria carta dei vini proprio attorno a queste etichette.
Gaglioppo: il rosso storico della Calabria
Il Gaglioppo è il vitigno rosso più diffuso e rappresentativo della regione. Si trova soprattutto nella zona di Cirò, sul versante ionico, dove ha trovato terreni argillosi e clima caldo che ne valorizzano le caratteristiche. Vinificato in purezza o in blend con altri vitigni autoctoni, dà vini di colore rubino non particolarmente carico, ma con un profilo aromatico complesso: frutti rossi maturi, spezie dolci, note di sottobosco, talvolta cenni balsamici. La struttura è di medio corpo, il tannino è presente ma non aggressivo, l'acidità ben integrata. È un vino versatile a tavola, che si presta a un'ampia gamma di abbinamenti.
Cirò: la denominazione più nota
La denominazione di origine Cirò, riconosciuta dal 1969, è la più conosciuta della Calabria. Comprende tre tipologie principali: rosso (basato su Gaglioppo, eventualmente con percentuali minori di Greco Nero), bianco (Greco Bianco) e rosato. Il Cirò rosso si distingue per la sua personalità: media struttura, buona freschezza, persistenza aromatica significativa. Si trova in versione giovane, da consumare entro pochi anni dalla vendemmia, e in versione Riserva, con affinamento più lungo e maggiore complessità. È il vino che la trattoria di Zia Lina propone più frequentemente per accompagnare i primi piatti di carne e le grigliate.
Greco di Bianco: il bianco da meditazione
Tra i vini bianchi calabresi merita una menzione particolare il Greco di Bianco, prodotto in un piccolissimo areale della provincia di Reggio Calabria. Si tratta di un vino passito, ottenuto da uve di Greco appassite al sole su graticci. Il risultato è un vino dorato, profumatissimo, con note di miele, frutta secca, agrumi canditi, salvia. La gradazione alcolica è importante, la struttura corposa, la persistenza lunghissima. Si beve come vino da meditazione, oppure si abbina ai dolci di pasticceria secca, ai formaggi erborinati, talvolta al foie gras. È una rarità che merita un assaggio per chi voglia conoscere la diversità dell'enologia regionale.
Magliocco, Greco Nero e altri vitigni in riscoperta
Oltre ai vitigni più noti, la Calabria conserva un patrimonio ampelografico ricco di varietà autoctone che stanno tornando alla ribalta. Il Magliocco, sia nella versione Dolce sia Canino, dà vini rossi di buona struttura e personalità. Il Greco Nero, parente del Gaglioppo, è impiegato sia in purezza sia in blend. L'Aglianico del Vulture trova nell'alto cosentino terreni adatti per esprimere il proprio carattere. Il Mantonico bianco, il Pecorello, lo Zibibbo nelle aree più meridionali completano un quadro che offre molte sorprese a chi si avvicina con curiosità. Conoscere queste etichette è un modo per ampliare la propria esperienza enologica al di fuori dei circuiti più frequentati.
Gli abbinamenti con la cucina calabrese
La cucina calabrese, intensa e marcata, trova nei suoi stessi vini i compagni più adatti. Il Cirò rosso accompagna naturalmente i primi piatti di carne, i ragù di tradizione, i salumi più strutturati come la soppressata e il capocollo, le grigliate di carne rossa. Il Cirò bianco e il Greco Bianco si abbinano con i piatti di pesce, dai crudi di mare ai primi con frutti di mare, fino alle grigliate di pesce della costa. I vini più strutturati e tannici, come alcune versioni di Magliocco o di Gaglioppo Riserva, trovano la propria dimensione con le carni alla brace e con i tagli grassi della macelleria. Il principio guida è semplice: un vino del territorio sa accompagnare un piatto del territorio meglio di quanto possa fare un'etichetta lontana.
Vini rosati: una scoperta da non trascurare
Tra le proposte calabresi spesso sottovalutate ci sono i vini rosati. Il Cirò rosato, ottenuto da uve Gaglioppo vinificate con breve macerazione, è un vino di colore vivace, dal profumo fruttato e dalla buona freschezza. Si presta a un'ampia gamma di abbinamenti: dagli antipasti misti ai piatti di pesce più strutturati, dai primi con sughi mediterranei alle grigliate di carni bianche. La temperatura di servizio ideale si aggira sui dieci-dodici gradi, in calici dalla coppa media. È un vino estivo per eccellenza, capace di accompagnare un'intera cena senza affaticare il palato, e una scelta interessante per chi voglia uscire dalla dicotomia rigida tra bianco e rosso. Negli ultimi anni anche altre produzioni regionali stanno proponendo rosati con personalità marcata.
Servizio e temperature consigliate
Per apprezzare al meglio un vino calabrese serve attenzione anche alle modalità di servizio. I bianchi giovani si servono freschi, intorno a otto-dieci gradi, in calici dalla coppa medio-piccola che concentri i profumi. I rossi giovani richiedono temperature di sedici-diciotto gradi, in calici più ampi. I rossi più strutturati, come le Riserva, beneficiano di una breve ossigenazione preventiva, per esprimere appieno gli aromi più complessi. Il Greco di Bianco si gusta freddo, ma non gelato, in piccoli calici da meditazione. Una buona cantina di trattoria conserva le etichette alla giusta temperatura, e il servizio in sala completa il lavoro fatto in vigna. La gallery delle proposte della trattoria mostra alcune delle etichette disponibili.
Accompagnare la cena con i vini autoctoni calabresi è uno dei modi più diretti per completare un'esperienza gastronomica regionale. Per ricevere consigli sulla carta dei vini e prenotare un tavolo, è possibile chiamare o scrivere su WhatsApp al 371 435 9866.